Altalena confinante

Una collezione fotografica che risponde e costruisce il racconto per immagini della tredicesima edizione di Teatri di Vetro Oscillazioni, diretto da Roberta Nicolai. Per sfogliare l’intero catalogo cliccare qui.

Transitorietà, fragilità delle certezze e del senso di verità, precarietà del tempo.
Stare nel presente implica una vertigine continua, che oscilla tra cronaca e vissuto personale.
Stare in un mondo in parallelo, in differita, alienato, mi ha sempre permesso di sentire con maggiore attenzione quegli istanti irraccontabili, più grandi degli avvenimenti in sé.
In quegli istanti ci sono tutte le relazioni e le reti del mondo.
Le percepisco. Presentano il mondo come un grande acquario all’interno del quale i confini si riducono allo spazio occupato dai corpi, come molecole della materia.
E allora diventa una vertigine anche questa, forse ancora più potente, e devo darle forma per circoscrivere il caos, una forma che asseconda una relazione di rimandi e dissonanze.

L’indagine della relazione ha nel medium fotografico infinite declinazioni, per il legarsi delle immagini alla loro parte ineluttabile di linguaggio.
È per questo che emotivamente ma non solo mi situo esattamente in quel confine che sbriciola Teatri di Vetro e scopro che il confine è un processo. Mi immobilizzo in mezzo alla strada come nella stanza di un museo o nel cuore di un cumulo di nebbia.
Ad oscillare resta solo la mia mano, assecondando la luce, la densità del movimento.