Su di me

Futura Tittaferrante è fotografa documentaria. Specializzata in fotografia di scena e precedentemente scenografa per formazione, oggi lega al mestiere di fotografa l’installazione e la manipolazione delle stampe delle sue ricerche fotografiche. Rendendole materiche, agisce sull’invisibile e sulle imprecisioni manipolando i suoi scatti per restituirgli fisicità: il risultato della sua sperimentazione prevede l’utilizzo di materiali di archivio, carte, elementi naturali solidi e liquidi, diluenti. L’immagine fotografica è per lei una superficie aperta, da sofisticare, rarificare o stratificare per trasmettere lo spazio del processo stesso e l’astrazione della realtà, in una ricostruzione immaginaria della memoria. Forma e contenuto si giustappongono e interagiscono. Sia lavorando sulle proprie immagini che raccogliendo immagini e documenti d’archivio le integra nel suo inconscio. Il suo lavoro è pratico e sperimentale ma al contempo intimo e mnemonico. Nella galleria aperta nel rione Monti concilia la sua riflessione con la funzionalità e l’estetica dell’Interior Design: il suo lavoro presenta installazioni che partono dalle sue stampe ed interagiscono con gli arredi funzionalmente e restituendone il portato estetico.

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[ intervista a cura di Lorenzo Donati per ”Altrevelocità” – http://www.altrevelocita.it/archivio/incursioni/29/crisalide/53/2016/174/dialoghi-con-gli-artisti/894/un-punto-di-vista-in-cerca-del-bilico-assoluto-conversazione-con-futura-tittaferrante.html ]

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[ articolo scritto da Massimo Marino per ”Il Corriere della Sera” – estratto: Her approach is responsive and emotional. She moves in the space, as a body and a human being in the empty packed space –  ]

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Percorso

Inizio il mio percorso come scenotecnica per il teatro ed in seguito, possedendo una formazione tecnica acquisita da piccola con mio padre, inizio a fotografare in teatro raffinandomi con l’esperienza e nel corso della collaborazione con Marco Caselli Nirmal.

La mia formazione è in Emilia Romagna e nel corso degli anni espongo tra Italia, Francia e Malta fondando e avviando progetti performativi all’interno della mia precedente casa nel centro storico di Bologna, spazio grembo dedicato alle residenze artistiche: l’ancora attiva, sotto nuova gestione, Maison Ventidue.

Reporter e fotografa di scena, credo nell’idea della fotografia come documento restando consapevole dell’impossibilità di neutralizzare lo sguardo. Coinvolgendo la mia visione nei paesaggi e osservando il corpo alla ricerca di tracce della mia esperienza interiore, tento di ricostruire mondi e reinventare i miei ricordi: una ricerca fatta di frammenti difficilmente ordinabili in un discorso unico. Un momento successivo del mio percorso inizia ritornando al bagaglio formativo legato alla costruzione di scenografie e al lavoro materico. Inizio nel 2015 a stampare le mie immagini e a sperimentare con i materiali, pescando a piene mani negli elementi naturali, alimentari e chimici e nei materiali d’archivio  iniziando a produrre quelle che definisco sofisticazioni della stampa. Incido, impressiono, rarifico e agisco fisicamente sulle stampe. Le mie fotografie ed i miei lavori diventano un manufatto non riproducibile.

Oggi lavoro tra l’Italia e l’estero mantenendo collaborazioni con l’agenzia TBWA, il Teatro di Roma e l’Istituto Cinecittà Luce. Ho un mio studio galleria a Roma nel rione Monti in Piazza della Suburra 6.